“E vissero tutti colorati e contenti”: Domenico di Cesare e Riccardo Grifoni raccontano la società attuale con due volumetti di fiabe per adulti e bambini

Da sabato 20 giugno sono disponibili due raccolte di fiabe scritte da Domenico e Riccardo, con illustrazioni di Simone Pace. Gli autori reatini, già noti per il libro “Folletti nell’astuccio” (Rusconi e Theoria), una raccolta di cinque fiabe che ha raggiunto il secondo posto per vendite nella classifica della rivista mensile “Amemí”, a distanza di qualche anno, presentano i due nuovi lavori originalissimi e rivoluzionari nei contenuti e nello stile.

“Onde e altre fiabe” e “Una nuvola sotto l’arcobaleno”, potranno essere acquistate online: www.ilibrididomenicoericcardo.it
Al centro di queste fiabe c’è la società in tutte le sue sfaccettature, trattata con una sensibilità e un’acutezza di sguardo che mette in primo piano temi attuali quali l’omosessualità, il bullismo, le disabilità, l’identità di genere, l’amicizia, il rispetto e l’amore per la natura; il tutto affrontato attraverso personaggi fantastici che popolano l’immaginario collettivo dell’infanzia, come alberi, animali, folletti, frutti, ondine e valchirie, i quali si muovono in uno spazio tra il fiabesco e il reale. 

Perché avete scelto il genere della fiaba per parlare di temi tanto complessi?
Siamo appassionati lettori di fiabe e in particolar modo di quelle dei fratelli Grimm, e abbiamo sentito la necessità di lavorare su questo genere, fruibile sia dai bambini che dagli adulti. Inoltre ci piace immaginare che i genitori leggano le nostre storie insieme ai figli, confrontandosi sulle vite dei nostri protagonisti. Il potere della fiaba è proprio questo: far nascere un confronto e far apprezzare da ogni storia una bellezza profonda, ma soprattutto autentica.

Qual è l’idea che si cela dietro i vostri libri?
Raccontare le persone e la vita così come sono. Attraverso la fiaba si può dar vita a personaggi di fantasia che vivono comunque delle situazioni reali, che trovano la loro dimensione all’interno della società odierna. Le bambine e i bambini che leggendo queste storie, imparano a scoprire mondi nuovi e a esperirli senza pregiudizi e cattiveria, mentre gli adulti hanno la possibilità di entrare in contatto con la loro parte più innocente.

 

La storia di Nuvola, a cui avete dedicato un volume intero, tratta il tema dell’omosessualità. Cosa potete dire a riguardo?
“Una nuvola sotto l’arcobaleno” racconta un vissuto reale, un percorso lungo e importante che porta verso la scoperta del proprio io. Nuvola è un personaggio che vive una vita intensa e che subisce metamorfosi continue fino a raggiungere l’essenza del suo essere: nasce papero, diventa poi un airone e infine trova la sua completa identità solo quando diviene un’aquila. Nuvola potrebbe essere chiunque. 

Ci si poteva rifare alla nota canzone “Over the Rainbow”, ma voi avete scelto nel titolo ‘sotto l’arcobaleno’, perché?
Come dicevamo prima, proprio perché ci tenevamo a sottolineare che è una storia vera, reale, di quelle che succedono “sotto l’arcobaleno”.

Il vostro intento è dunque creare dei modelli a cui i bambini possono ispirarsi?
I nostri personaggi sono piccoli eroi che hanno avuto il coraggio di raccontarsi, mostrandosi apertamente in una società che non è sempre pronta ad accoglierli. Lo scopo principale non è assolutamente dar vita a modelli da imitare, ma più concretamente parlare di qualcosa che già esiste e in cui alcune persone, con semplicità, possano rispecchiarsi. Se anche una sola bambina o un solo bambino dovesse ritrovarsi in Nuvola, vuol dire questo: avrà incontrato un amico o un’amica; i nostri libri cercano di tendere una mano a chi decide di accoglierla. 

Che valore hanno le illustrazioni?
Hanno un’importanza fondamentale: Simone Pace ha realizzato delle immagini che rendono molto bene il contenuto delle storie, restituendo ancora più bellezza e verità al testo.

 

In queste fiabe ci sono molti riferimenti spaziali reali legati a Rieti. Sono casuali?
I riferimenti al Ponte romano, al fiume Velino ma anche al Lago del Salto, luogo della mia infanzia (è Domenico che risponde) non sono certo casuali. Riccardo e io abbiamo deciso di ambientare le storie nella nostra terra natia perché c’è ancora molta chiusura riguardo ad alcuni temi, e ciò pensiamo sia dovuto non a ignoranza, ma a una non conoscenza. Portare determinati temi all’interno delle famiglie è come presentarsi, cercare un confronto, conoscere e lasciarsi conoscere, abbattendo barriere e pregiudizi. 

Vi piacerebbe presentare i vostri lavori nelle scuole?
Certo, ci piacerebbe molto. Le nostre fiabe sono un esperimento didattico che, oltre ad avvicinare il mondo dei bambini a quello degli adulti, si propone di creare percorsi di conoscenza ed esplorazione personale e del mondo, ponendo al centro il tema del rispetto e creando così occasioni per dibattiti educativi profondi. 

La raccolta ‘Onde’ comprende ben sei fiabe, anch’esse con un preciso percorso tematico, cioè il rispetto. Qual è la vostra preferita?
Nessuna: sarebbe come chiedere a un genitore quale figlio preferisce. Ci sono delle affinità maggiori, forse sì, ma ogni storia ci rappresenta. Potremmo essere un pesce, un frutto, un folletto, una valchiria, un istrice o un pavone, ma perché no, anche una tartaruga, un cigno, un albero o un piccolo germoglio: semplicemente esistiamo!

I due autori, Domenico di Cesare e Riccardo Grifoni