L’ Hortus Simplicium: il primo orto botanico medievale reatino, realizzato nel cuore della città

Ai piedi del Palazzo papale, vicino all’arco di Bonifacio VIII, in pieno centro di Rieti, la storia si ferma e fa un balzo indietro per tornare al Medioevo. Qui infatti è stato realizzato il primo giardino botanico medievale della città, l’Orto dei semplici, come veniva chiamato nelle fonti storiche, organizzato secondo tutti i dettami dell’epoca. 

 

Mille metri quadrati di terreno, di cui cinquecento coltivati con circa ottanta specie erbacee diverse, appartenenti sia alla flora autoctona che a quella alloctona presente durante il Medioevo in Italia e che si affaccia su uno dei punti panoramici della città. Il giardino è diviso in quattro quadranti: quello delle piante tintorie, quello delle piante alchemiche e velenose, due quadranti delle piante medicinali e officinali e infine un piccolo spazio dedicato alla produzione orticola, che negli orti monastici permetteva la sussistenza dei religiosi.  Al centro del camminamento che divide gli appezzamenti, sempre facendo riferimento alla storiografia e all’iconografia medievale, è stato posto un melograno, che nella tradizione occidentale rappresenta l’albero della vita.

Il progetto è stato ideato da “Hortus Simplicium”, un'associazione giovanile costituita da ragazzi reatini pieni di entusiasmo accomunati dalla passione per la storia e la botanica, in risposta al bando della provincia di Rieti “Piano Locale Giovani” 2019, in cui sono risultati vincitori. Mettendo insieme le proprie conoscenze e approfondendo lo studio dei documenti storici, infatti, hanno realizzato un importante gioiello culturale per la città, che permette al visitatore di lasciare la contemporaneità e immergersi in un’epoca lontana in cui Rieti ha giocato un ruolo storico fondamentale. 

Tra le piante più particolari che costituiscono l’Hortus c’è senza dubbio l’Isatis tinctoria, conosciuta come Guado, da cui si ricava l’indaco e che ha segnato l’economia locale dal XIII secolo fino all’avvento dei coloranti sintetici in quanto veniva utilizzato per la tintura delle stoffe. Tra gli aneddoti legati a questo prodotto, c’è quello che racconta che per la tinteggiatura delle divise delle truppe napoleoniche venne adoperato proprio il Guado reatino. 

 

Il presidente Fabiano Ermini ci ha accolto in questa bella realtà: “la nostra associazione è composta da quattro soci volontari: ci sono io che sono un agrotecnico poi ci sono due storici e un altro ragazzo proprietario di un’azienda agricola che ogni tanto ci dà una mano. Siamo noi a svolgere tutto il lavoro, dalla ricerca, alla coltivazione e cura delle piante fino all’ amministrazione della parte economica e gestionale. Oltre al progetto dell’orto, stiamo portando avanti anche la realizzazione di un museo del Francescanesimo reatino, dove cercheremo di ricostruire l’identità culturale del francescanesimo nella nostra città dal medioevo ad oggi.”

Tra gli altri progetti futuri dell'associazione, oltre all’ampliamento dell’orto e di uno spazio apposito per la piantumazione delle specie arboree e la messa a dimora di specie endemiche del territorio, c’è l’obiettivo di realizzare un laboratorio di ricerca e di studio, utilizzabile anche per la creazione di attività didattiche, tra cui l’estrazione degli oli essenziali e la preparazione di profumi e saponi.

 

L’orto è visitabile gratuitamente e senza prenotazione dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 19.00.
La visita per le scuole è gratuita ma è richiesta prenotazione.
Pagina web: https://www.hortussimplicium.it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Hortussimpliciumaps