Abbiamo cominciato a immaginare questo spazio, un sito per le nostre storie, qualche mese fa in due. Poi, contattando amici e mettendo insieme idee e pezzi, ci siamo trovati in cinque. Certo, all’inizio in quarantena ma virtualmente ognuno ha portato le sue competenze e la stessa volontà: rimanere in contatto, conoscere e far conoscere tutto ciò che si nasconde dietro agli schermi, in villaggi isolati, in ospedale, nelle case con porte chiuse, in Paesi lontani... 

Questo progetto va oltre ai confini della regione Lazio, anzi, oltre l'Italia. Come evoca il nostro nome, RaccontaLA, facciamo esattamente questo: condividiamo le nostre storie.

Per invitarvi a leggere le nostre prime pubblicazioni, Vi lascio qui un messaggio dal Messico. Un messaggio particolare per un’edizione particolare, in tempi particolari. Leggendo la lettera di Mariana mi ha colpito la sensazione di ritrovarmi accanto a lei, guardando l'alba a Città del Messico. Volevo gridare: "Anch'io mi sento così! Stai parlando di me, di noi!" E spero che l'esperienza sia simile anche per Voi. Perché, alla fine, come dice lei, in questa storia siamo tutti insieme:

"Alcuni cliché sui messicani sono veri: siamo molto rumorosi e ci piace stare insieme per fare rumore. Restiamo in contatto con le nostre famiglie per la maggior parte della nostra vita, ci abbracciamo e baciamo tutti, sia tra membri della famiglia che tra persone che abbiamo appena conosciuto. Ci piace vivere insieme. Chi proviene da una cultura in cui i legami sono meno solidi non può immaginare l'impatto della quarantena sulla nostra anima.

Sento la mancanza degli abbracci sulla mia pelle mentre le luci dei palazzi si accendono. La luce del cielo svanisce mentre le luci della Terra si svegliano. Tra i palazzi messicani non c'è quasi nessuno spazio. E' veramente difficile mantenere la distanza, l'uno dall'altro. Anche gli alberi sembrano affollati. 

Vedo un albero Jacaranda. I suoi fiori sono di colore viola, lila in spagnolo, come il nome di una mia amica che vive lontano. Mi manca lei quanto mi mancano gli altri. Almeno i palazzi sono vicini tra loro e vedo alcuni vicini attraverso la finestra. Almeno le luci mi dicono che siamo vivi e siamo tutti insieme in questo.

Una forza invisibile intreccia tanti umani insieme anche se sono miglia a distanza. Si chiama amore e dalla mia finestra posso, immagino, anche vederla: mi lega a tutti coloro a cui tengo, nonostante spazio e tempo. Guardando attraverso il vetro mi sento in una bolla sospesa nella timeline della storia."

Mariana Guzmán 

Maggio 2020