“QUEST’AVVENTURA È STATA UN’ESPERIENZA FOLGORANTE, UN INNAMORATO A CUI HO DATO TANTO MA DA CUI HO RICEVUTO DI PIÙ. A QUESTO PROGETTO HO DEDICATO TUTTA LA MIA VITA E IL MIO TEMPO”

RITA GIOVANNELLI DI “RIETI DA SCOPRIRE” RACCONTA LA SFIDA PIÙ ARDUA E PIÙ BELLA DELLA SUA VITA: LA SCOPERTA DELLA RIETI SOTTERRANEA, UN PATRIMONIO CULTURALE DI CIRCA 25000 METRI QUADRATI
 

Rita Giovannelli

Se si pensa al turismo reatino dagli anni ’80 a oggi, si pensa a Rita Giovannelli.

L’ho incontrata nel suo ufficio in Via Pellicceria 3, a pochi metri dalla piazza centrale. Una foto attaccata al muro di lei da ragazza con la sua squadra di basket, memoria di un passato da atleta; libri ovunque, molti dei quali ne è l’autrice, scritti per divulgare la storia di Rieti. 
Mi invita ad andare nell’edificio adiacente, il Bed and Breakfast “La terrazza fioRITA”, la cui denominazione è nata da un semplice gioco di parole col nome proprio della proprietaria.
Mi offre una tazza di caffè e una deliziosa torta di mele fatta in casa e proprio mentre mi accingo ad accendere il registratore per raccogliere l’intervista, arriva una coppia di turisti di Riesi. Da una curiosità su Costanza D’Altavilla (che come la storia racconta, si è sposata a Rieti), introdotta dalla giovane viaggiatrice siciliana, Rita inizia una lunga interessante dissertazione. In quel momento ho l’impressione che possa parlare per ore di qualsiasi argomento le venga posto sulla sua città e penso anche che se fossi stata al posto della ragazza, mi sarei sentita davvero molto fortunata ad aver prenotato in un posto in cui l’host è in grado di raccontare in quel modo l’anima del luogo, senza limitarsi alle solite informazioni da dépliant turistico.

 

Laureata all’ Isef de L’Aquila, diventa docente di educazione fisica e va ad insegnare nei college inglesi, esperienza che le permetterà di imparare la lingua. Dopo tre anni, stravolge il suo percorso e inizia a lavorare per i più importanti tour operator del mondo. Egitto, India e America Latina diventano quasi la sua seconda casa fino a quando, dopo dieci anni, decide di “rallentare”, dedicandosi all’attività di guida turistica sui pullman per tour europei.

“Bisogna avere la testa nel mondo ma i piedi nell’orto”, questo è il proverbio che da sempre ispira l’esistenza di Rita, la quale, dopo tante esperienze, decide di tornare nella sua Rieti per mettere a frutto quanto appreso negli anni e avviare l’impresa turistica “Rieti da Scoprire”.  Inizia ad approfondire lo studio della storia della città, un lavoro impegnativo ma entusiasmante, che l’ha fatta imbattere nella più bella sfida della sua vita: la scoperta di una Rieti Sotterranea, un viadotto risalente al III secolo a.C., che si snoda sotto via Roma, antica Salaria, costruito per rialzare la via del sale e proteggerla dalle continue esondazioni del fiume Velino. 

“Quest’avventura è stata un’esperienza folgorante, un innamorato a cui ho dato tanto ma da cui ho ricevuto di più. A questo progetto ho dedicato tutta la mia vita e il mio tempo, ho rinunciato alle festività in famiglia, ai sabati e alle domeniche libere. La mia è una passione immensa, che non devo alimentare perché si rinnova da sola e cresce su sé stessa.”  Rita ha un solo rammarico: “quest’avventura mi ha insegnato a riconoscere i nemici e a proteggermi le spalle, perché in una cittadina di provincia così piccola, purtroppo chi ha voglia di fare, mette in evidenza chi non ha fatto niente in precedenza; questo, spesso, crea dei problemi, rallenta il lavoro e uccide i sogni. Se il contesto ambientale mi avesse aiutata, sarei arrivata all’obiettivo più rapidamente, ma posso dire comunque di essere molto soddisfatta.”


Ad oggi Rieti Sotterranea è la prima attrattiva della città ed è annoverata tra le più importanti del Lazio; anche l’Unesco ha manifestato interesse per il sito, stimando circa 25000 metri quadrati di area archeologica, a fronte dei 4000 attualmente visitabili.  È il lavorio instancabile di Rita Giovannelli, che con una determinazione inesauribile, è andata oltre qualsiasi ostacolo. Facendo rete con i proprietari degli edifici che si affacciano su via Roma, in particolare le famiglie Vecchiarelli, Napoleoni e Rosati-Colarieti, detentori del patrimonio culturale inestimabile che si snoda sotto la strada, ha dato luce ad una storia sconosciuta e ai sui splendidi archi del III secolo a.C., non senza molte difficoltà. 

Il terremoto di Amatrice del 2016, che ha generato un deserto culturale nelle aree intorno al cratere, ma anche il Covid-19, hanno danneggiato l’azienda, la quale è stata cancellata da circa cento cataloghi delle agenzie più importanti d’Italia. A questi disagi legati alla fragilità del territorio, si va ad aggiungere anche il fatto che Rieti risulta essere ancora un prodotto turistico immaturo e poco affermato, pur disponendo di un immenso patrimonio culturale e naturalistico. I sogni di Rita Giovannelli, però, sono più grandi di qualsiasi ostacolo e il tesoro che da anni ha tra le mani e a cui ha dedicato tante energie, le dà la forza per andare avanti.

Gli sforzi di questa donna audace e coraggiosa hanno dato vita ad una visita guidata che parte dal pannello esplicativo posto a piazza Cavour, alla fine del Ponte Nuovo; questo è il  punto di ritrovo per chi vuole conoscere la Rieti Sotterranea, un itinerario che porta alla scoperta di una città che è cambiata nel corso dei secoli e che per i suoi splendidi archi e il territorio fluviale è stata definita la “Venezia d’acqua dolce”. Un raro gioiello che con la sua bellezza nascosta impreziosisce il centro d’Italia.