Tra i numerosi operai che lavoravano alle gallerie del bunker ce ne era uno assai particolare. Alto, grosso e muscoloso, capelli biondi e occhi chiari aveva sempre un’aria bonaria e scherzosa. Lavorava con dedizione e, vista la sua forza, talvolta aiutava i soldati nello scaricare materiali bellici dai camion. Parlava con uno strano accento ma la cosa non stupiva, molti operai venivano dal Tirolo e dal Veneto. Ciò che destava curiosità era il modo in cui trascorreva il tempo libero, seduto in una panchina o sulla cima del monte a parlare con gli uccelli emettendo strani versi. Amava molto bere quindi si pensava che i suoi fossero semplici rantolii da ubriaco, in ogni caso questo suo modo di trascorrere il tempo gli valse il soprannome di “San Francesco”. 

Passarono anni, cambiarono gli occupanti del Bunker ma gli operai continuavano sempre il loro lavoro di scavo e le loro abitudini. La sera del 11 maggio 1944 questo bizzarro operaio chiamò a raccolta tutti i colleghi e disse a loro di non presentarsi al lavoro il giorno dopo, aveva la sensazione che sarebbe accaduto qualcosa di brutto. Furono tutti molto colpiti e non solo dalle sue parole. Non sembrava più un omone grosso e stupido, non aveva più un parlare strano e impastato dal vino, sembrava invece molto sicuro e allarmato. Il giorno dopo nessun operaio si presentò a lavoro. Era il giorno in cui iniziarono i bombardamenti del bunker, gli operai non erano lì e si salvarono tutti. Due giorni dopo, di questo San Francesco non c’era più traccia.

 A guerra finita venne fuori che questo omone era in realtà un ufficiale dei servizi segreti britannici, tra i numerosi uccelli con cui parlava c’era una ricetrasmittente camuffata e lo strano linguaggio era in realtà un codice attraverso il quale comunicava con il comando alleato.

Gruppo di ex prigionieri Anglo-Americano che agivano con i partigiani. Banda Arancio- Monte Soratte. (Attività delle bande, Istituto poligrafico dello stato. Ricavata dal libro "Il bunker del Soratte. Una montagna di storia" e utilizzata con il permesso degli autori)