Le Terme di Vespasiano: un Locus Amoenus nel reatino, luogo di delizie per gli antichi Romani grazie alla presenza delle gelide Aquae Cutiliae

Un gioiello nel comune di Cittaducale scoperto durante gli scavi del 1969, per il quale la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, in collaborazione con il Comune cittadino hanno previsto per questo autunno alcune aperture al pubblico a cui è possibile partecipare previa prenotazione.
 

Tratto di Via Salaria ritrovato duranti gli scavi archeologici

 

Un tratto di Salaria, di cui circa trenta metri sono stati rinvenuti durante gli scavi archeologici del 2010, con i solchi dei carri romani ancora riconoscibili, conduceva ad un vero Locus Amoenus nel territorio reatino denso di storia e motivo orgoglio culturale.

Le possenti montagne intorno troneggiate dal Terminillo che fungevano da cornice e le fredde acque che vi confluivano, fecero delle Terme di Vespasiano un luogo curativo in cui gli antichi Romani potevano trovare ristoro e benessere. Il nome del sito si rifà a quello dell’imperatore di origine reatine, in quanto è proprio lì, che all’età di sessantanove anni e già molto malato, vi trovò la morte forse a causa della bassa temperatura dell’acqua in cui faceva i bagni. Stiamo parlando delle famose Aquae Cutiliae che Plinio il Vecchio esaltò per le ottime proprietà curative soprattutto per lo stomaco e che molto probabilmente erano legate ad un culto pagano non ancora riconosciuto.

 

È il dottor Alessandro Betori, archeologo e responsabile del sito, ad accompagnarci in questa bella passeggiata e a raccontarcene le peculiarità. Le terme sono caratterizzate da un’unica grande vasca di sessantacinque metri per ventidue perfettamente conservata, con quattro scalette disposte sui lati lunghi che permettevano l’accesso in piscina ai frequentatori. Intorno una serie di ambienti coperti da volte, in cui molto probabilmente venivano curati e rifocillati i malati.

Dismesse nel quinto secolo dopo Cristo, vennero convertite in azienda agricola fatta costruire dal Gastaldo di Rieti dipendente dai Duchi longobardi di Spoleto, mentre nell’ Alto Medioevo vi fu edificata la Chiesa di Santa Maria in Caesonis, di cui sono rimaste alcune rovine che è ancora possibile ammirare. 

 

Un luogo dunque che custodisce le radici storiche della città e che è possibile visitare scrivendo una mail al seguente indirizzo per prenotare l’ingresso: sabap-laz.comunicazione@beniculturali.it
Le prossime visite guidate sono previste per domenica 15 novembre alle ore 10.30- 11.30- 12.30.