"Come è la fase della riapertura?" 
Abbiamo chiesto a persone dal mondo di raccontarci il periodo dopo il lockdown. Condividiamo con voi le loro foto e storie. 

1. Giulia, Verona
Oggi sono uscita presto per andare a fare una passeggiata nel centro di una città che da tre anni è diventata casa mia. Volevo rivivere un’atmosfera simile a quella del periodo del lockdown, Piazza Bra semideserta la mattina presto di questa Fase 2, con l’Arena che sovrasta maestosa in tutta la sua bellezza. In attesa di abbracci ritrovati e nuovi concerti, la città dell’amore si gode ancora un po’ di tranquillità.

 

2. Laura, Clarendon, Arlington, Virginia
Qui le persone hanno sofferto molto il periodo del lock-down, lo hanno vissuto come un affronto alla tanto esaltata libertà del primo emendamento della Costituzione. Una parte di americani avrebbe voluto aeroporti, negozi e ristoranti aperti, lasciando alla volontà del singolo cittadino la possibilità di usufruirne. Ora la vita si sta rimettendo in moto, sottoforma di pseudo normalità e libertà in guanti e mascherina.

 

3. Valentina, Landskrona, Skåne, Svezia
Dalla finestra di casa mia vedo le persone passeggiare e conversare all’aperto nel centro della cittadina che da due anni mi ospita e dove sto facendo il dottorato. Nessuno indossa la mascherina. Qui in Svezia l’epidemiologo di Stato ha deciso di evitare il lock-down dando solo delle linee guida di comportamento da seguire a discrezione del singolo: mantenere la distanza sociale, lavarsi le mani, lavorare da casa quando possibile, assembramenti possibili solo fino a cinquanta persone. 
Io personalmente, come altri immigrati italiani, seguendo le notizie del mio Paese e vedendo i numeri delle persone decedute molto più alto rispetto a quello degli altri paesi scandinavi su una popolazione di circa dieci milioni di abitanti, ho evitato il più possibile di uscire e i posti affollati. So che in Svezia molti decessi sarebbero stati evitati se ci fosse stata la chiusura totale.

 

4. Saulo, Campinas, Sao Paulo, Brazil
In Brasile Bolsonaro crede al complottismo: secondo lui il Coronavirus non esiste, le mascherine non sono obbligatorie, le attività commerciali hanno riaperto regolarmente. Io sono un poeta italo-brasiliano e durante la quarantena ho scritto di questo periodo.

A um vírus de distância  A un virus di distanza
E pensar que, hoje, 
a maior distância entre as pessoas
é um vírus.
 A um vírus de distância 
cabe um adeus sem despedida. 
A um vírus de distância 
não se consegue tocar,
 abraçar, tampouco beijar...
 A um vírus de distância 
não dá para confortar sofrimento,
 não se pode aquecer o corpo,
 e, ainda assim, no momento, 
é a um vírus de distância
 que se dá uma prova de amor.
E pensare che oggi,
la distanza più lunga tra le persone 
è un virus.
A un virus di distanza
si adatta un addio senza addio.
A un virus di distanza
non puoi toccare
abbracciare, né baciare...
A un virus di distanza
non si può confortare la sofferenza,
non puoi riscaldare il corpo, 
eppure, per il momento,
è a un virus di distanza che dà una prova d'amore.

 

 

5. Anne, Vienna, Austria 
Qui in Austria [18 Maggio] le cose vanno abbastanza bene, non siamo stati rinchiusi per molto tempo e già tutto è più o meno tornato alla normalità. Solo se utilizzi il trasporto pubblico o entri in un negozio devi metterti la mascherina però già possiamo fare più o meno quello che vogliamo. 

 

6. Silvia, Glen Village, Falkirk, Scozia
Il giardino sul retro è diventato il mio luogo vitale durante il periodo di lock-down, che qui in Scozia è ancora in corso. Lo spazio esteriore mi ha aiutata a generarne uno interiore ancora più vivo. Nel rallentare ho trovato il tempo di riscoprire le mie vecchie passioni e fargli “spazio” per tenerle vive in futuro.