LA DELEGAZIONE CITTADINA RACCONTA LE “GIORNATE ALL’APERTO” DEL 27 E 28 GIUGNO: “RISCOPRIRE IL TERRITORIO È IL PRIMO PASSO PER APPREZZARLO E VALORIZZARLO”

 

Sabato 27 e domenica 28 giugno si sono svolte le Giornate FAI all’aperto, all’insegna della cultura e della riscoperta di posti abbandonati, integrati nel territorio cittadino, ma di cui si sono dimenticate le funzioni. L’evento si è svolto anche a Rieti grazie al Gruppo FAI della città, che ha proposto visite guidate nel cortile e nella terrazza dell’Ospedale Vecchio e nell’attigua chiesa di Sant’Antonio Abate, a cura dei volontari FAI e degli studenti ciceroni del Liceo Artistico Calcagnadoro, del Liceo Scientifico Jucci e dell’IIS Luigi di Savoia.
 

L'Ospedale Vecchio. Foto del Fai di Rieti

Un’immersione nella bellezza, fatta in sicurezza a causa delle restrizioni vigenti per il contenimento del Covid-19: gruppi di otto visitatori alla volta, tutti in mascherina, accompagnati dalle guide, hanno iniziato la loro passeggiata culturale da Piazza Oberdan per raggiungere i luoghi citati. Per unirsi alla visita, bastava una semplice prenotazione online sul sito dell’evento e il pagamento di 3 euro per gli iscritti al FAI e di 5 euro per i non iscritti.  

L’ospedale vecchio, in uso fino al 1972 quando fu costruito quello ancora esistente nella zona di Campoloniano, venne riconvertito in locali scolastici utilizzati fino al terremoto dell’Umbria del 1997, che li ha resi del tutto inagibili. Struttura antica risalente al XIV secolo, architettonicamente molto interessante, per secoli venne gestito da diversi ordini ecclesiastici fino al 1937, quando passò alle dipendenze dell’Ente comunale degli istituti Riuniti di Ricovero. In passato luogo di ricovero per ammalati ma anche di accoglienza per ragazze madri, orfani e poveri secondo l’uso antico degli ospedali, attualmente l’edificio è ancora vivo nella memoria dei reatini che all’interno di quei reparti ci sono nati oppure ci hanno trascorso un periodo di degenza o quello di un familiare. Molte, infatti, sono state le testimonianze dei visitatori legate al posto.

Il percorso è proseguito nella vicina chiesa di Sant’Antonio Abate, progettata dall’architetto cinquecentesco Jacopo Barozzi da Vignola e di cui per ragioni di sicurezza, si è potuto ammirare solo la facciata. La caratteristica che la rende particolare è senz’altro il fatto che nella costruzione sono state seguite fedelmente le disposizioni prescritte dal Concilio di Trento: un progetto semplice e rigoroso, un’unica navata centrale che termina con un’abside semicircolare e ai lati una sequenza di tre cappelle coperte da una volta a botte, così come previsto dalla Controriforma.

Nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Durante la visita si è potuto ammirare solo la facciata della chiesa. Foto del FAI di Rieti

Due luoghi unici, costruiti nel centro della città, e a cui le parole degli accompagnatori hanno restituito la storica importanza sociale e culturale, attraverso la rievocazione di un passato che ancora è presente nelle reminiscenze di molti cittadini locali.

Il FAI a Rieti e provincia

“Il Gruppo FAI di Rieti si è ricostituito nell’aprile del 2019 con lo scopo di promuovere ed esaltare il patrimonio artistico e culturale del territorio dimenticato e che per lo più verte in uno stato di degrado e di abbandono” ci ha raccontato Matteo Di Mario, addetto stampa e responsabile della comunicazione del Gruppo FAI di Rieti. “In provincia, oltre al FAI cittadino, c’è anche il Gruppo FAI Sabina, con cui si è creato subito un ottimo rapporto”

Tra le iniziative portate avanti dal Gruppo FAI di Rieti, ci sono state le Giornate FAI d’autunno dell’ottobre del 2019, durante le quali si aprirono al pubblico le Terme di Vespasiano a Cittaducale, la villa di Tito a Castel Sant’Angelo e il Museo civico di Cittareale. “Si tratta di gioielli preziosi che fanno parte del nostro patrimonio locale. Grazie a quelle giornate, abbiamo avuto la possibilità di avvicinare molti giovani alle nostre iniziative e allo stesso tempo di far conoscere il nuovo gruppo e i suoi obiettivi” continua Matteo Di Mario. “Riteniamo importante rendere consapevoli cittadini e turisti dei gioielli che un territorio ha a disposizione. La Provincia di Rieti, ad esempio, è ricca di storia e di cultura, ma spesso non molti riconoscono le sue reali potenzialità. Pertanto, siamo convinti che riscoprire il territorio sia il primo passo per apprezzarlo e valorizzarlo”.

Foto del FAI di Rieti

Ognuno da semplice cittadino può contribuire alla valorizzazione del proprio territorio, innanzitutto interessandosi ad esso ed esplorandolo con curiosità e attenzione; in secondo luogo partecipando a iniziative come quelle organizzate dal FAI di Rieti. Un ulteriore piccolo contributo si può dare votando l’antico ospedale cittadino e la Chiesa di Sant’Antonio Abate con un semplice click a questo link https://www.fondoambiente.it/luoghi/ospedale-vecchio-e-chiesa-di-sant-antonio-abate?ldc . L’Ospedale Vecchio e la Chiesa di Sant’Antonio Abate sono attualmente in gara per il censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore” del FAI e sarà importante ottenere entro il 15 dicembre un elevato numero di voti, affinché questa struttura possa concorrere al bando del FAI per un progetto di finanziamento. 

Vista la grande affluenza di persone dell’ultimo weekend di giugno, è probabile che l’apertura della terrazza e del cortile dell’Ospedale Vecchio possa essere riproposta anche in futuro mantenendo inalterato l’obiettivo: ridare vita e riattualizzare la memoria di luoghi che fanno parte della nostra storia.