“Capitò che la chioma lussureggiante di una fila di sambuchi si riversasse sulla strada da un muro sbrecciato. Il fiore di sambuco è da sempre una delle mie passioni con il mughetto e il lillà: a guardarlo con attenzione vi si può scorgere lo stellato notturno, con piccolissimi bocci a raggiera, un incanto.”

Maria Luisa Spaziani, poetessa e traduttrice italiana, descrive con queste parole il Sambuco al suo compagno Eugenio Montale, che in seguito dedicherà a questo arbusto una poesia contenuta nella raccolta “Le occasioni”.

Concordo pienamente con le parole della Spaziani: il Sambuco, i suoi fiori, i suoi frutti, sono pura poesia e magia, tanto che ad esso sono legate molteplici storie e leggende: in alcune si legge che piantarne un esemplare vicino casa terrebbe lontani gli spiriti malvagi, in altre che questo arbusto fosse amato dalle streghe.

A Rieti contorna quasi interamente il percorso ciclabile ma in generale è semplice incontrarne uno dato che questa pianta cresce sia in montagna che in collina. Così mi sono imbattuta diverse volte in quello che a prima vista sembra un “grosso cespuglio”, rapita dal profumo dei suoi fiori e dalla delicatezza del loro colore bianco-crema. In realtà non si tratta di un cespuglio ma, come accennato in precedenza, di un arbusto formato da diversi rami arcuati. Dal momento che è mia intenzione proporre ai nostri lettori una ricetta semplicissima per preparare dissetanti cocktail estivi, devo precisare che bisogna fare attenzione a non scambiare i fiori del Sambuco con quelli di una pianta molto simile, l’Ebbio. 

Prima di tutto nell’Ebbio ogni ramo presenta un fiore centrale molto grande, e due fiori ai lati più piccoli mentre nel Sambuco ogni ramo presenta un numero imprecisato di fiori; quanto a questi ultimi nell’Ebbio sono leggermente più grandi se confrontati con quelli del Sambuco ed il loro colore è crema ma con gli stami violetti. Inoltre, quando sono presenti i frutti, in piena estate, si possono confrontare questi ultimi ed accorgersi subito che nell’Ebbio le bacche crescono diritte e verso l’alto, nel Sambuco invece sono rivolte verso il basso. 

Credo che, in ogni caso, basti affidarsi all’olfatto e al tatto: un fiore di Sambuco sembra un “ombrello” costituito da tanti piccolissimi fiorellini a forma di stella, estremamente profumati, molto fragili.

 

 

Per tornare al mio intento principale propongo ai nostri lettori una ricetta estremamente semplice per ricavare dai fiori di Sambuco un gustoso sciroppo che può essere bevuto diluito con acqua fresca o usato come base per preparare un ottimo spritz bianco. Prima di tutto bisognerà raccogliere circa una quarantina di fiori che vanno staccati dalla pianta molto delicatamente perché, mi ripeto, sono fiori davvero fragili. Una volta a casa i fiori vanno lavati e se ne deve tagliare il peduncolo ( la parte verde e più spessa che unisce il fiore alla pianta). 

A questo punto i fiori vanno immersi in un contenitore capiente insieme a:
- 2 litri di acqua
- 2 kg di zucchero
- La buccia grattugiata di 4 limoni biologici
- I 4 limoni biologici tagliati a fette o a spicchi
- 50 gr di acido citrico (facilmente reperibile in farmacia)
 

 

Dopo una mescolata agli ingredienti il recipiente va coperto e i fiori lasciati a macerare per sette/dieci giorni. Trascorso questo periodo si dovrà filtrare lo sciroppo ottenuto direttamente in una pentola capiente perché, per assicurarsi che vengano eliminati tutti i batteri e le impurità, il composto va portato a bollore sul fuoco. Quando è ancora caldo va travasato in una bottiglia e dovrete arrivare fino all’orlo per evitare bolle d’aria. 
A questo punto unite in un bicchiere un quarto di sciroppo, un quarto di acqua fresca e frizzante, prosecco quanto ne desiderate in base al proprio gusto, cubetti di ghiaccio, una miscelata ed ecco pronto per voi un freschissimo spritz bianco da sorseggiare con amici!

Quasi a contrastare la delicatezza dei fiori, i frutti si presentano in estate piena, di colore viola o nerastro.