Sullo sfondo un folto fogliame che rappresenta il rigoglioso paesaggio reatino e in primo piano un’anfora romana contenente una più piccola anfora sabina nera, a ricordare le origini storiche della città. La più grande è retta da due braccia forti da lavoratore. È quanto rappresentato in uno dei murales realizzati sulla facciata della Camera di Commercio di Rieti dall’ artista di strada Ale Senso. Bergamasca d’origine, berlinese di adozione, a 14 anni ha iniziato a fare writing, passione nata per caso a metà degli anni ’90, quando la partecipazione alla competizione “Tracce urbane” ha segnato l’avvio della sua attività.

“Fin da bambina ho sempre avuto la passione per il disegno, ereditata da mio padre. Lo spray, però, mi è sembrato subito congeniale perché a differenza del pennello quando uso la bomboletta ho la sensazione che il colore non finisca mai, che ci sia un flusso continuo tra idee e tratto”, ci racconta l’artista.

 

Diplomata al liceo artistico della sua città, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Milano, dove ha approfondito l’arte contemporanea e performativa, portando avanti parallelamente la passione per i graffiti e facendone successivamente un vero e proprio mestiere. 

Foto di Ale Senso, l'artista

L’esperienza reatina dopo essere stata posticipata per varie ragioni burocratiche e di Covid, è terminata a luglio, con le alte temperature estive che non hanno aiutato nella stesura del colore e nel mantenimento della concentrazione. Malgrado ciò, Ale Senso si ritiene soddisfatta delle sue creazioni: “Lavorare a Rieti all'interno del progetto Tra-me, è stato molto interessante, ho ricevuto tanto dalle persone del posto, ho trovato accoglienza e curiosità, molti si sono fermati a chiacchierare, hanno apprezzato i miei lavori. Mentre dipingevo mi piaceva ascoltare i commenti della gente ed assorbirne gli stimoli perché ciò mi ha aiutata a personalizzare l’opera e ad inserirla meglio nel contesto locale. È grazie al contributo delle persone che la bozza iniziale ha subito trasformazioni, ho seguito molti dei suggerimenti che mi sono stati dati.”

 

Sulla facciata più grande, a sinistra, è rappresentato il passato, incarnato nel volto di uomo pensoso che guarda verso il basso, la cui barba poggia su cristalli di zucchero e in cui molti reatini hanno rivisto “Socrate”, il custode dell’antico zuccherificio cittadino disegnato sullo sfondo e simbolo dello sviluppo industriale della città. A destra, invece, una giovane donna che rappresenta il futuro e guarda sfrontatamente negli occhi lo spettatore mentre sotto di lei si staglia una statua di studente che ha tra le mani la testa dell’anziano in piccole dimensioni. Non mancano i riferimenti agli schizzi del pittore locale Antonino Calcagnadoro e alla natura reatina, col Monte Terminillo e greggi di pecore che creano continuità tra le due parti del murales.

“Ho voluto porre l’attenzione su un punto fondamentale, ossia il necessario dialogo tra passato e futuro che potrebbe portare questa città a rifiorire. Rieti è una città piena di potenziale artistico, è molto suggestiva per i suoi scorci paesaggistici e i tanti edifici dismessi, si presterebbero benissimo per mostre itineranti e lavori creativi”, ha concluso Ale Senso.

Giornalisti di RaccontaLa in azione