L’artista Alessandro Cavoli, in collaborazione con il Comune di Rieti, ha ideato una mostra galleggiante per cambiare il volto della città e renderla più attraente, sia per i cittadini che per i visitatori

 

Camminando lungo le sponde del Velino o affacciandosi dal Ponte Romano si notano delle installazioni montate sul pelo dell’acqua, ognuna con un’opera artistica diversa. Le creazioni hanno come tema comune lo sport, in quanto il progetto iniziale è stato concepito in vista degli Europei di Atletica leggera che si sarebbero dovuti svolgere a Rieti a luglio ma rimandati a causa della pandemia. 

I soggetti rappresentati sono “I corridori” dell’artista futurista Robert Delaunay, atleti nell’atto di correre senza un volto e senza piedi definiti per ricreare il movimento, “Ritmo”, opera di sua moglie Sonia Terk Delaunay e “Saltatore con l’asta” del pittore perugino Germano Dottori, in cui a dominare è sempre il dinamismo. Oltre alle installazioni visive c’è anche un’installazione sonora: un mulino ad acqua con carillon che riproduce l’Inno alla gioia di Beethoven e che ricorda i tanti mulini in passato presenti lungo le sponde del Velino.

RiverArt #20 NO PANIC, mostra galleggiante fruibile fino al 15 novembre, è nata dall’ estro dell’artista reatino Alessandro Cavoli, direttore artistico del Teatro Rigodon-Fab Lab Turano, già ideatore di altre installazioni rappresentanti le scene della natività, montate negli antichi lavatoi di Rocca Sinibalda. “Ho visitato il museo Gulbenkian di Lisbona dove è in corso un vero a proprio dibattito artistico su come gestire e organizzare lo spazio museale per permettere una migliore ricezione delle opere d’arte. Sono rimasto molto colpito dalle creazioni dell’artista italiana Lina Bo Bardi, le quali si basano su un concetto fondamentale: le opere devono essere fruite come se fossero poste in uno spazio aperto, in una piazza”, mi ha raccontato.

Il progetto di Alessandro in realtà, oltre alle installazioni visuali, ne prevedeva anche altre sonore e interattive: giochi, laboratori per bambini, delfini che saltano dall’acqua, postazioni in cui importanti artisti europei possano esibirsi nel canto e nel ballo, facevano parte dell’idea originaria, per ora solo rimandata a data da destinarsi. Una vera e propria scenografia che si stacca dal teatro e prende vita in uno spazio esterno, per essere fruita da tutti. 

“Lo scopo è quello di rendere Rieti attraente sia per i cittadini che per i visitatori e far vivere loro una situazione esperibile solo in quel posto e in nessuna altra parte nel mondo. Le mostre temporanee hanno la capacità di vivacizzare la città e di farne un luogo interessante in cui vivere e da visitare: anche chi esce per fare una semplice passeggiata può essere attratto dalla creazione artistica, ammirarla, fermarsi per fare foto, viverla. Questo modo di esperire l’arte anima la città, la rende vitale”, ha concluso Alessandro.