Il 20 giugno, “Giornata mondiale del Rifugiato”, l’Arci di Rieti regalerà la fiaba di Domenico Di Cesare e Riccardo Grifoni “In viaggio con Seme e Goccia” illustrata da Simone Pace, storia di emigrazione per grandi e piccini.

 

 

Seme e Goccia sono i protagonisti di una splendida fiaba scritta a quattro mani da Domenico Di Cesare e Riccardo Grifoni, già coautori di “Folletti nell’astuccio e altre fiabe”, edito da Rusconi e Theoria, di “Onde e altre fiabe” e “Una nuvola sotto l’arcobaleno”, in uscita il 20 giugno 2020. 
“In viaggio con Seme e Goccia”, che apre la trilogia, parla di un gruppo di bambini migranti che attraversano il deserto del Sahara e il Mediterraneo, per raggiungere l’Europa, ponendo al centro della vicenda la traversata e le sofferenze che dovranno affrontare i protagonisti prima di realizzare il sogno di una vita migliore.
Questo libro verrà distribuito come omaggio dall’Arci di Rieti, in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”, e proposto gratuitamente nelle scuole, come messaggio di sensibilizzazione sull’emigrazione. Tale progetto nasce in collaborazione con i Comuni di Rieti e di Fara in Sabina (Assessorati alle Politiche Sociali), Enti titolari di due progetti SIPROIMI.
Abbiamo intervistato la Presidente Alessandra Foschini per saperne di più riguardo l’iniziativa.

Perché avete deciso di distribuire questa fiaba?
Per la “Giornata mondiale del Rifugiato” l’Arci di Rieti ha sempre organizzato eventi e manifestazioni; quest’anno per l’occasione, abbiamo deciso di regalare una copia del libro di Domenico e Riccardo a tutte quelle famiglie che hanno bambini o sono interessate all’argomento, in particolar modo ai figli degli operatori che lavorano con i richiedenti asilo. Lo scopo della diffusione di “In viaggio con Seme e Goccia” è fare entrare nelle case una storia che parli di emigrazione, che i bambini potranno leggere insieme ai propri genitori.

I protagonisti vivono esperienze molto forti per la loro età. “In viaggio con Seme e Goccia” può essere considerato un libro per i più piccoli?
Io penso che sia fondamentale raccontare ai più piccoli una realtà sociale della migrazione esattamente così per come avviene, in quanto essi hanno la capacità di conoscerla senza pregiudizi e senza l’intolleranza tipica degli adulti. La mia speranza è che quando i genitori leggeranno questa fiaba con i propri figli, lo facciano attraverso i loro occhi e i loro cuori, ma soprattutto con la voglia di scoprire realmente quello che sta accadendo e di lottare per creare un mondo dove non esista odio. 

 

 

La scelta del genere della fiaba è casuale o ha un valore preciso? 
La fiaba, a differenza di altri generi come il racconto o il romanzo, è molto più fruibile sia dagli adulti che dai bambini, i quali grazie alla loro innocenza riescono a trovarci significati nascosti. La sua lettura, infatti, può fornire un’occasione importante di condivisione e confronto tra grandi e piccini. 
Ad un adulto, inoltre, l’esperienza di riavvicinarsi in maniera fantastica alla realtà, permette di tornare a guardare il mondo con l’innocenza di quando era bambino, liberandosi di tutte le costruzioni sociali e riscoprendo così la vera giustizia.

Qual è dunque il potere della fiaba?
Raccontare la realtà per come è, cioè senza maschere, e nello stesso tempo insegnare a fare delle scelte comuni adeguate, evitando in questo modo il perpetrarsi di drammi che milioni di persone nel mondo sono costrette a vivere in assenza di leggi giuste.

 

 

Un libro per l’infanzia che ha come protagonisti dei bambini migranti. È una scelta voluta?
Certo, la storia di Aisha, Fatima, Yahya e Ayal è la stessa dei tanti bambini che ogni giorno attraversano il Sahara e il Mediterraneo su mezzi di fortuna, per scappare da situazioni di indigenza. Questo, oltre a permettere ai più piccoli di mettersi nei panni dei loro coetanei meno fortunati, consente soprattutto di parlare di una realtà che spesso viene trascurata: tra i migranti che tentano la traversata non ci sono solo giovani uomini forti e vigorosi; ci sono anche tanti bambini di cui si parla poco e a cui la storia ideata da Domenico e Riccardo cerca di restituire una centralità fondamentale.
 

Per chi fosse interessato agli altri due volumi degli autori reatini in uscita il 20 giugno 2020, può consultare la pagina: www.ilibrididomenicoericcardo.it

Ringraziamo per l'intervista l'Arci di Rieti.